KDP: due titoli nuovi a settimana. Cosa cambia per chi scrive

24 October 2026 | 5 visualizzazioni | 5 min lettura
KDP: due titoli nuovi a settimana. Cosa cambia per chi scrive

Dal 21 settembre 2026 Amazon KDP accetta al massimo due titoli nuovi a settimana per ogni formato. Prima erano dieci. La notizia è passata quasi in silenzio in Italia, ma riguarda chiunque pubblichi su Amazon: vediamo cosa dice la regola, perché è arrivata e chi la sentirà davvero.

Cosa dice la regola

L'annuncio di KDP è breve. I punti sono questi:

  • Due titoli nuovi a settimana per formato. Il limite vale per ogni formato separatamente: nella stessa settimana puoi pubblicare due ebook, due cartacei e due copertine rigide.
  • Si azzera la domenica. Il conteggio riparte ogni domenica a mezzanotte UTC, cioè all'1 di notte in Italia d'inverno e alle 2 d'estate.
  • Conta la prima volta che invii il titolo. Dal 5 ottobre KDP precisa che il titolo si conta quando lo mandi in pubblicazione per la prima volta. Ripubblicare un libro che hai corretto non conta.
  • Vale solo per i titoli nuovi. Quello che hai già pubblicato non cambia.

Come motivo, Amazon scrive soltanto che serve a «mantenere un'esperienza di pubblicazione positiva per tutti gli autori». Non dice altro.

Perché è arrivata

Non è la prima stretta. Nel settembre 2023, dopo che la scrittrice americana Jane Friedman aveva trovato su Amazon dei libri mai scritti da lei, pubblicati sotto il suo nome e generati con l'IA, KDP aveva fissato il limite a tre titoli al giorno. Poi si è passati a dieci a settimana, e ora a due.

Il motivo che Amazon non scrive lo dice un concorrente. Ad aprile, al congresso CONTEC di Buenos Aires, l'amministratore delegato di Kobo, Michael Tamblyn, ha raccontato che nel 2025 Kobo ha rifiutato il 45% dei titoli inviati dagli autori indipendenti. Più dell'80% dei rifiuti, secondo lui, erano libri «palesemente generati dall'IA e di qualità molto scarsa».

Il numero va letto bene: il 45% sono i rifiuti, non i libri scritti con l'IA. Ma dà l'idea della mole. Ci sono account che caricano decine di libri a settimana, fatti in serie e senza nessuna cura, per occupare le ricerche e prendere qualche vendita per sbaglio. Due titoli a settimana tagliano il loro modello alla radice: se carichi 50 libri sperando che uno venda, non puoi più farlo in un mese, ti servono sei mesi.

C'è un dettaglio che vale la pena notare. Tamblyn ha ammesso che i software per riconoscere i testi generati dall'IA che Kobo ha provato sbagliano spesso, scambiando testi umani per testi di una macchina e viceversa. Per questo Kobo rifiuta in base alla qualità, non a un sospetto sull'origine. Ed è la stessa conclusione a cui arriva, per un'altra strada, la regola di Amazon: non vieta l'IA, limita la quantità. È un criterio che non accusa nessuno: tocca chi pubblica cento libri, non chi ne scrive uno. (Sul perché i rilevatori non siano una prova, ne abbiamo parlato in Libri scritti con l'IA: la caccia alle streghe danneggia i lettori.)

A chi cambia qualcosa

Facciamo due conti. Due ebook a settimana fanno più di cento ebook l'anno, e altrettanti cartacei. Un autore che scrive, anche con l'aiuto dell'IA, pubblica di solito da uno a quattro libri l'anno. Per la stragrande maggioranza di chi scrive non cambia nulla.

Ci sono però tre casi in cui il limite si sente.

1. Il libro in più lingue

Ogni lingua è un titolo nuovo. Se hai il tuo romanzo in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, sono cinque ebook: con due a settimana ti servono tre settimane per metterli tutti online. I cartacei possono uscire nelle stesse tre settimane, perché i formati si contano a parte.

Non è un problema, ma va pianificato: decidi prima quali lingue escono per prime. Di solito conviene partire dall'inglese, che ha il mercato più grande, e dalla lingua del tuo pubblico.

2. Il catalogo arretrato

Un piccolo editore che porta su Amazon cinquanta titoli del suo catalogo, o un autore che ripubblica da solo i libri tornati liberi da un vecchio contratto, adesso ci mette mesi. È il caso più spiacevole, perché sono libri veri. Anche qui la soluzione è un calendario: due a settimana, partendo dai titoli che vendono di più.

3. Le serie e i libri «senza contenuto»

Chi pubblica serie brevi (racconti, romanzi a puntate) o i cosiddetti low content, cioè agende, quaderni, libri da colorare, era abituato a caricarne molti insieme. Oggi deve distribuirli nel tempo.

Cosa fare, in pratica

  1. Fai un calendario delle uscite se devi pubblicare più di due titoli nello stesso formato. Segna la domenica come giorno in cui il conteggio riparte.
  2. Carica ebook e cartaceo nella stessa settimana: si contano a parte, quindi non si rubano il posto.
  3. Non creare titoli di prova. Visto che il conteggio scatta quando invii il titolo, un invio fatto «per vedere come viene» ti brucia uno dei due posti della settimana. Controlla anteprima, copertina e dorso prima di premere «Pubblica».
  4. Correggere un libro già uscito è libero: puoi caricare una nuova versione del file quante volte vuoi.
  5. Rispondi con onestà alla domanda sull'IA che KDP fa durante la pubblicazione. La regola nuova non c'entra con la dichiarazione, ma il clima è questo: le piattaforme stanno stringendo, e chi è in regola non ha niente da temere. Cosa dichiarare lo trovi in Dichiarare l'uso dell'IA quando pubblichi.

La nostra lettura

Una regola che limita la quantità e non lo strumento ci sembra la più giusta possibile. Non chiede ad Amazon di indovinare come è stato scritto un libro (cosa che nessuno sa fare), e non tocca chi scrive sul serio. Toglie spazio a chi riempie gli scaffali di libri che nessuno ha mai letto, nemmeno chi li ha pubblicati. E vietare lo strumento non avrebbe senso: lo usano già tre editori italiani su quattro.

Chi scrive un libro, con o senza l'IA, ci mette settimane o mesi: due a settimana per lui è un limite che non incontrerà mai.


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Fonti

Tag: Amazon KDP self-publishing limite pubblicazione Kobo libri generati con l'IA pubblicare in più lingue
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